The Exhibition

Per FICTION (termine inglese, letteralmente in italiano “finzione”, dal latino fingere, formare, creare) si intende la narrazione di eventi immaginari in netto contrasto con la narrazione di eventi reali. Una larga parte dell’attrattiva della Fiction è l’abilità di evocare l’intero spettro delle emozioni umane: per distrarre la mente, dare la speranza in momenti di sconforto, far ridere, o lasciare esperienze empatiche senza attaccamento.

OSPITALITA’

Il sistema ospitalità, dal punto di vista concettuale, ha perso i suoi capi saldi. E’ scomparsa la sua identita’. Ora nel progetto di ospitalita’ possiamo essere un po’ più ecocompatibili e aiutare a migliorare l’ambiente. Ma non esiste piu’ un modo univoco per spiegare il rapporto tra pubblico e luoghi di accoglienza temporanea.
L’hotel è il luogo dove viviamo una realtà altra dalla nostra abitudine.
L’hotel è un luogo  stimolante per rappresentare la realtà doppia della nostra personalità,  l’immagine riflessa, il progetto nel quale creare infinite suggestioni dove realtà e finzione si confondono. The Fiction Hotel è l’hotel virtuale suggerito dai linguaggi cinematografici e realizzato in occasione del Fuori Salone milanese 2012 negli ambienti di Via tortona 26 Courtyard.

The Fiction Hotel

FICTION (literally in Italian “finzione”, from Latin: to pretend, to form, create) is the narration of imaginary events in marked contrast to the narrative of real events.  A large part of the attraction of the  fiction is the the ability to evoke the full spectrum of human emotions: to distract the mind, to give hope in times of distress, making people laugh, or leave empathic experiences without attachment.

Moreover, the place of hospitality, the hotel, is for sure the most suitable place to represent the reflected image to create endless suggestions where reality and fiction merge.
The hotel  is the place where we live a reality different  from our own habit.
The Fiction Hotel  is the virtual hotel suggested by cinema languages and realized for Fuori Salone  2012 in Milan in Via Tortona 26 Courtyard.

 

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Il tema trainante dell’installazione è la FICTION, cioè il cinema, cioè quell’unica arte capace di partire da un massimo di realismo per giungere ad una massimo di irrealismo.
Arte metanarrativa, allo stesso tempo artistica e popolare, rete di riferimenti semantici e culturali che fa pensare sempre più spesso ai luoghi del progetto spaziale, come a veri e propri luoghi cinematografici.
L’installazione The Fiction Hotel e’ una dichiarazione di resa nei confronti di uno spazio razionalmente inspiegabile.
Siamo tutti attori e spettatori di un film dove i linguaggi si intrecciano, dove l’assurdo diventa normale, dove lo spazio e’ filmico, tragicamente bello, mondo illusorio di azioni e finzioni.
Il film è solo un pretesto per mettere in evidenza appunto la FICTION, cioè la finzione e la precarietà dei nostri spazi razionali.

The main  theme of the installation is the FICTION, that is the cinema, the sole art able to  start from a maximum of realism to reach a maximum of unreality.
Metanarrative art ,  artistic and popular at the same time,  network of semantic and cultural references that makes you think more and more to the places of the project as  real movie sites.
The installation The Fiction Hotel is a declaration of surrender to a space rationally inexplicable.
We are all actors and spectators of a film where the languages are intertwined, where the absurd becomes normal, where space is film, tragically beautiful, illusory world of actions and fictions.
The film is just a pretext  to highlight the  FICTION, that is, the fictional and the precariousness of our rational spaces.


 


THE FICTION HOTEL è un contenitore di storie filmiche. Gli ambienti luoghi di astratte citazioni

RECEPTION : Las Vegas e Casino’ Royale. Incroci di finiture materiche. Grafiche delle pavimentazioni provenienti da manipolazioni algoritmiche. Inquietanti mani sporgenti diffondono raggi di luce.

SALA DA PRANZO : Roma e via Veneto, amarcord dei luoghi della Dolce Vita. Il classico rivisitato e la decorazione eccessiva.

LOUNGE ENTRANCE: Egitto e Star Gate (door to heaven)  e teoria degli universi paralleli. Prima di giungere alla lobby lounge si attraversa un tunnel emozionale tempestato di tende e pavimentazioni in fibre ottiche.

LOBBY LOUNGE: California e Pulp Fiction. Un tocco di sofisticato postmoderno. Macchie di sangue sul pavimento e ironia delle finiture. Metalli liquidi sul bancone bar.

GIOELLERIA: Amazzonia e Fizcarraldo. Jewellery Jungle. Un piccolo shop di gioielli artistici e la collezione Into the Wild di Mikky Eger ambientata in un verde selvaggio.

RETAIL SHOP Giappone del 16° secolo. RAN di Kurosawa, elefantiaca tragedia guerresca che ispira il design di SHANGAI , un modulo intelligentemente pensato per esporre la merce.
Disordine che diventa ordine. RAN e’ letteralmente il caos. SHANGAI e’ l’ordine.

STANZA ALBERGO: Tokyo, Parigi, Londra, Los Angeles, Calgay. Il film è Inception, La stanza d’albergo in un luogo qualunque del mondo. Difficolta’ a capire cosa e’ reale e cosa non lo e’. Il bagno e’ un esercizio stilistico border line, il pavimento la traccia architettonica incompiuta, la testiera del letto un quadro di Fontana proiettato nel XXI secolo.

THE  FICTION  HOTEL is a container of movie stories.
The spaces are  places of abstract citations.
RECEPTION: Las Vegas and Casino Royale. Intersections of textured finishes.  Graphic of flooring coming from algorithmic manipulation. Disturbing hands protruding
spread rays of light.

DINING ROOM: Roma and Via Veneto, memories of  Dolce Vita places. The classic revisited and the excessive decoration.
LOBBY LOUNGE: California and Pulp Fiction. A touch of sophisticated postmodern. Bloodstains on the floor and irony of the finishes. Liquid metals on the bar counter.
Jewelry: Amazon and Fitzcarraldo. Jewellery Jungle. A small shop of jewelry and art collection Into the Wild by Mikky Eger set in a wild green.
RETAIL SHOP: Japan of  XVI century. Kurosawa’s RAN, warlike mammoth tragedy that inspired the design of SHANGHAI, a intelligently designed system for display merchandise.
Disorder becomes order. RAN is literally chaos. SHANGHAI is the order.
HOTEL ROOM: Tokyo, Paris, London, Los Angeles, Calgary. The film is Inception, the hotel room in whatever place in the world. Difficulty in understanding what is real and what is not. The bathroom is a stylistic and  borderline exercise, the floor is the architectural incomplete track, the headboard of the bed a picture of Fontana projected in the XXI century.

 

Per la messa in scena di THE FICTION HOTEL partecipano aziende leader, impegnate principalmente sul contract a livello internazionale.
Protagonista dell’ allestimento è la materia, cioè l’aspetto sensoriale e tattile dello spazio.
Ogni azienda ha contribuito nel suo specifico settore, allo sviluppo di sperimentazioni tecniche e linguistiche che hanno contribuito a rendere profondamente immersive le ambientazioni.
La capacità e volontà di sinergia tra le aziende, ha infine creato l’atmosfera di entusiasmo nel concepire un progetto innovativo e stimolante.

Clicca QUI per vedere la lista delle aziende partecipanti.

In the staging of the set of THE FICTION HOTEL, leading Italian companies specialized contract internationally have been involved. Matter and its sensorial and tactile qualities are the main aspects of the exhibition.
Every company has contributed personally threw it’s own technique and expression to make the sets deeply immersive. The synergic ability and will of these companies created enthusiasm during the making of this innovative and stimulating project.

Click HERE See the list of participating companies.

 

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